Cartolina d'epoca con la Biblioteca degli Inglesi di Alassio accanto alla ferrovia, con l'isola Gallinara sullo sfondo
Alassio, Biblioteca degli Inglesi in una cartolina del 1901 — foto: autore sconosciuto · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Passeggiando per Alassio capita di imbattersi in nomi che suonano poco liguri: un tennis club intitolato a una famiglia inglese, una biblioteca piena di volumi in lingua inglese, giardini che sembrano usciti da una tenuta britannica. Sono le tracce di una storia lunga più di un secolo, quella della colonia inglese che tra Otto e Novecento scelse la Baia del Sole come seconda casa. Conoscerla aggiunge un sapore particolare alla vacanza.

Il treno, il clima e l'arrivo dei britannici

Tutto comincia con la ferrovia. L'apertura della linea Genova-Ventimiglia, nella seconda metà dell'Ottocento, rese la Riviera facilmente raggiungibile e segnò l'inizio della fortuna turistica di Alassio. Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, attratti dal paesaggio e dal clima mite, sempre più inglesi vennero a passare qui l'inverno, lontano dalle nebbie di casa. Molti si fermarono a lungo, comprarono o costruirono ville e diedero vita a una comunità numerosa e vivace. Tra le famiglie più note che scelsero Alassio ci furono gli Hanbury, i Gibb e i McMurdo.

La chiesa, la biblioteca e la pinacoteca

Come ogni comunità che si rispetti, anche quella britannica si dotò dei propri luoghi di ritrovo, raccolti per lo più nella zona vicina alla stazione ferroviaria. C'era la chiesa anglicana, in stile neogotico. C'era la English Library, la biblioteca degli inglesi, che conserva un patrimonio di circa 15.000 volumi pubblicati tra il 1850 e il 1930: un piccolo tesoro per chi ama i libri d'epoca. La cartolina del 1901 che illustra questo articolo la mostra proprio accanto ai binari, con l'isola Gallinara sullo sfondo.

Accanto alla biblioteca nacque anche una galleria dedicata a Richard Whateley West, pittore irlandese arrivato ad Alassio nel 1890, che ritrasse a lungo la città e i suoi dintorni; la galleria fu aperta al pubblico nel 1907. Tra i suoi soggetti c'è anche la chiesetta di Santa Croce, dipinta quando era ancora senza tetto, prima dei restauri.

Gli Hanbury: un tennis club e un giardino

Il nome Hanbury è legato a doppio filo alla Riviera: fu Sir Thomas Hanbury a creare i celebri giardini botanici della Mortola, vicino a Ventimiglia. Suo figlio Daniel scelse invece Alassio. Negli anni Venti del Novecento fondò l'Hanbury Tennis Club, ancora oggi attivo ai piedi di una collina boscosa poco lontano dal centro: la club house in stile coloniale conserva arredi originali, fotografie e cimeli del tennis, tra cui una raccolta di vecchie racchette di legno.

Nel 1922 Daniel Hanbury acquistò anche Villa della Pergola, il parco creato alla fine degli anni Settanta dell'Ottocento dal generale scozzese Montagu McMurdo e dalla moglie come residenza invernale. Gli Hanbury vi introdussero molte specie esotiche provenienti dalla Mortola, come palme, cipressi, mimose, cactus ed eucalipti, accanto ai vecchi carrubi e agli olivi. Oggi i Giardini di Villa della Pergola si estendono su circa 22.000 metri quadrati e ospitano importanti collezioni di glicini e agapanti; si visitano su prenotazione nella bella stagione, con modalità da verificare sul sito ufficiale dei giardini.

Elgar e l'ouverture In the South

Tra gli ospiti illustri c'è anche un grande compositore. Nell'inverno tra il 1903 e il 1904 Edward Elgar trascorse una vacanza in famiglia ad Alassio, per sfuggire al freddo umido dell'inverno inglese. Le impressioni di quei giorni, e in particolare di un pomeriggio nella valle di Andora, gli ispirarono l'ouverture da concerto In the South (Alassio), op. 50, eseguita per la prima volta a Londra nel marzo del 1904. Ascoltarla prima di partire è un modo originale per entrare nello spirito del posto.

La fine di un'epoca e cosa resta oggi

La Seconda guerra mondiale costrinse gli inglesi a lasciare Alassio e solo poche famiglie tornarono dopo il conflitto. Eppure l'impronta è rimasta: nei nomi, negli edifici vicino alla stazione, nei giardini e in quell'atmosfera da Belle Époque che si respira ancora in alcune vie. Da Alassio Vacanze, a due passi dal mare, potete ripercorrere questa storia con una passeggiata in città, magari unendola alla visita del Muretto e del Budello. E se volete capire perché i britannici amavano tanto gli inverni qui, leggete il nostro articolo su Alassio fuori stagione.

Un inverno ad Alassio, come gli inglesi

Alassio Vacanze ha riscaldamento, Wi-Fi in fibra e la spiaggia raggiungibile a piedi in pochi minuti: comoda in ogni stagione, proprio come piaceva ai viaggiatori di un tempo.